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Mirtis


Autrice di libri per bambine/i e ragazze/i



Mi presento

Vivo con la mia famiglia in Germania, in un paese di campagna fra le vigne e il bosco. Con mio marito Alberto coltivo l’orto; mentre con Lea, nostra figlia, mi dedico all’arte della calligrafia, più conosciuta come hand lettering.

Il resto del tempo lo occupo a scrivere.

Amo la natura, per me grande fonte d’ispirazione, e la Terra, la casa di tutti gli esseri viventi, e credo nel potere delle parole.

Perciò ho scelto di creare storie incentrate sui temi ambientali.

Perché scrivo

Da bambina avevo un diario segreto, in cui narravo di mondi immaginari e lontani. Spesso mi arrampicavo sull’albero di pero, nell’orto, e con gambe a penzoloni partivo per lunghi viaggi verso mete sconosciute.

Crescendo abbandonai questa abitudine e cominciai a viaggiare nel mondo reale, con la stessa fame di avventura, curiosità e leggerezza.

Focalizzai i miei studi sulla letteratura tedesca e anglosassone, sull’antropologia, sul rapporto fra uomo e territorio, sul turismo sostenibile, di montagna, sui viaggi.

Rientrando da un’esperienza di lavoro nella Lapponia finlandese mi venne proposto di lavorare a un progetto europeo. Avrei dovuto occuparmi dello sviluppo di un turismo sostenibile in aree montane disagiate.

Praticamente mi ritrovai sul cucuzzolo della montagna.

Nel 2004 il Centro di Ecologia Alpina, partner di progetto, aveva la sua sede presso le ex caserme austro-ungariche alle Viote del Monte Bondone, a 1550 metri s.l.m, uno fra i pochissimi centri di ricerca ad alta quota, una perla preziosa, dove storia, natura, ricerca si mescolavano.

Fu allora che mi avvicinai allo spirito della montagna, della terra, della natura. Lì si forgiò il mio animo.

Sono grata per avere avuto il privilegio di lavorare all’interno di un centro di ricerca rinomato, ora confluito nella Fondazione Edmund Mach, dove furono condotte le prime ricerche sui cambiamenti climatici e i processi di adattamento.

Purtroppo quel periodo giunse alla fine.

La vita è un po’ come camminare in montagna: una volta raggiunta una meta, si va avanti verso la prossima, affrontando nuove discese e salite. La montagna – la vita – richiede però una buona capacità di adattamento e flessibilità al cambiamento, che solo con l’esperienza si accumula.

Vissi un periodo in cui non sapevo quale fosse il mio dove. Avevo percorso molte strade, vissuto luoghi, incontrato popoli, eppure ero smarrita.

Quando nacque Lea, Alberto e io decidemmo di piantare un giuggiolo, nell’orto, che un tempo fu il teatro dei miei viaggi immaginari.

Scavammo con la pala per fare spazio all’ultimo arrivato. Era trascorso molto tempo dall’ultima volta, che avevo toccato a mani nude la terra.

Quello fu il momento rivelatore.

Il senso di smarrimento che provavo si placò, perché finalmente compresi che il mio dove erano le mie radici, la terra dove ero nata e sono cresciuta. Sapere da dove venivo mi permise di andare altrove, ancora, ma sentendomi comunque a casa.

Se c’è un aspetto che accomuna tutti i popoli, è quel sentirci appartenere a un posto, che solitamente chiamiamo casa. È la terra, sotto i piedi.

Là sotto esiste un mondo laborioso, silenzioso ma comunicante, che non conosce confini politici, la cui vita dipende dall’equilibrio derivante dalle relazioni fra tutti gli esseri viventi che lo abitano, da nord a sud, da est a ovest, senza alcuna distinzione. È un sistema complesso, che esce dalla logica modulare “noi” e “gli altri”.

Mi piace pensare alla Terra come a uno scrigno aperto, la cui ricchezza dipende dalla varietà degli esseri viventi che lo abitano e dalla bontà delle loro relazioni.

È vero! La Terra è davvero un sistema ingarbugliato. Spesso scienziati e ricercatori usano termini difficili, non comuni, perché lo studio richiede precisione e attenzione anche e soprattutto nell’utilizzo delle parole. Queste ultime definiscono concetti e processi importanti. Se non fosse così, molta conoscenza preziosa andrebbe persa.

La complessità spaventa, perché mette in una condizione di disagio, di fatica. La cosa buona è che conoscerla è possibile. Il lavoro degli scienziati lo dimostra.

È però accessibile a tutti?

Effetto serra, cambiamento climatico, catastrofi ambientali, siccità, consumo di suolo, mancanza di biodiversità, sostenibilità, raccolta differenziata, riciclo sono tutti termini che da alcuni anni fanno parte del nostro linguaggio abituale, di cui spesso però non abbiamo piena consapevolezza.

La Terra riguarda tutti, nessuno escluso, ma molti temi che la riguardano sono di difficile comprensione. Richiedono infatti un impegno, che molto spesso preferiamo delegare ai soli addetti ai lavori, salvo poi lamentarcene se sentiamo di subire una privazione di libertà, fermandoci a guardare la superficie.

Lo dico, perché so cosa significa non sentirsi a proprio agio. Questa sensazione ci accomuna tutti e preferiamo evitarla.

Viviamo in un mondo dove siamo liberi di esprimere il nostro punto di vista, eppure riduciamo tutto in slogan urlati. Ci limitiamo a un dualismo fato di nero e bianco, di destra e di sinistra, che ci porta a schierarci contro invece che a schierarci per.

La differenza è enorme perché nel primo caso ci poniamo di fronte a una sorta di nemico da combattere, nel secondo ci mettiamo a disposizione.

Io ho scelto la seconda. Di mettere a disposizione la mia esperienza, la mia sensibilità, la mia professionalità per dare accessibilità alla complessità della natura, dell’ambiente, della nostra Terra alle bambine e ai bambini che un giorno dovranno prendersene cura.

Le storie ci possono aiutare. Hanno il grande potere di accompagnare, spiegare, dare nomi e volti a ciò che ci spaventa, che non comprendiamo. Ci prendono per mano e ci fanno viaggiare. Ci parlano, ci nutrono, ci stimolano.

Perciò spero che le mie storie possano essere di ispirazione per le bambine e i bambini, affinché comprendendo diventino consapevoli e responsabili e vogliano scegliere di diventare loro stessi protagoniste/i del cambiamento, eroine ed eroi per il pianeta.

Nutro il sogno di creare un linguaggio universale, capace di costruire ponti fra popoli, rispettoso di ogni essere vivente e attento alla complessità della Terra, dove la vita accade.

Lo sanno tutti però che un’avventura è più godibile se condivisa.

Per mia fortuna ho delle splendide collaboratrici, autentiche compagne di viaggio e loro, le mie piccole lettrici e i miei piccoli lettori, a cui affido il mio sogno in formato libro.

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