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Indipendente. Dipende

Ti piace la parola indipendente?
Quando ti sei sentito per la prima volta indipendente?

Eh sì, è un ricordo che ancora oggi ti fa sorridere. 

Il sapore dell’indipendenza, quello vero, che segna una svolta, lo provai, quando acquistai con i miei primi guadagni un borsone da viaggio (lo uso ancora!). 

Nell’istante in cui lo scelsi, lo presi in mano e lo pagai, compresi che avrei potuto scegliere di andare dove volevo, di viaggiare, di conoscere, di assaporare la mia libertà di adolescente. Finalmente! 

Essere indipendenti quindi ha una connotazione positiva, MA come spesso impariamo ogni cosa ha il suo lato amaro. 

E per quanto ne siamo consapevoli, la fatica di superare lo scoglio, di arrivare in fondo o sulla cima rimane la stessa, PERO’ cambia il modo con cui affrontarla.

Scegliere di essere una scrittrice indipendente ha “fisiologicamente” fatto alzare un muro di pregiudizio. Ecco da cosa dipende! NON E’ VERO! 

E’ normale che lo sia. Nessuno di noi è immune dal pregiudizio, ma tutti possiamo riconoscerlo e trasformarlo. 

Nel mio caso, lo posso capire. Molti si improvvisano e a volte l’esperienza degli addetti ai lavori, che siano essi lettrici e lettori assidui, editor, insegnanti, librai, bibliotecari... sembra avvalorarlo. 

Perciò diventa automatico associare un autore/autrice indipendente a frasi come:
- si auto-pubblica, quindi è di dubbio valore
- non l’ha voluta pubblicare nessuno, 
- si auto-celebra. 

Più o meno è questo il sentire comune. 

Perciò parto da qui e ti racconto cosa significa per me essere autrice indipendente. Ecco da cosa dipende la mia scelta, che non esclude un giorno di pubblicare anche con case editrici:

- collaborare con professionisti del settore: editor, illustratori, designer e librai proprio come voi
- investire: nelle mie idee, in ciò che mi piace fare nella vita, scrivere buone storie
- decidere in autonomia
ma soprattutto 
- dare una storia ai valori in cui credo 

Questo non significa che mi voglio sottrarre al giudizio, anzi al contrario. In qualità di lettrice/lettore hai la libertà di scegliere di leggerlo e poi valutarlo. Qui trovi la presentazione di Le cicogne di Tauchwald.

Potrebbe essere un’occasione persa NON sceglierlo per pregiudizio, non trovi? 

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