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Si può creare un legame con la Terra?

Un bambino intento alla semina

Oggi scrivo questo articolo sulla base della mia esperienza di bambina cresciuta in campagna.

L’esperienza dell’orto a cielo aperto l’ho vissuta in prima persona e la vedo vivere ora da mia figlia.

Fare l’orto, come diciamo in Trentino, significa imparare a prendersi cura della Terra.

Non solo di un semplice pezzetto di terreno, sfruttando tutte le potenzialità racchiuse in esso, ma del pianeta intero.

Si impara l’attesa: c’è un tempo per la preparazione del suolo, uno per la semina, un altro per la cura e ancora uno per la raccolta.

Si impara a comprendere il significato duplice del tempo: quello meteorologico e quello stagionale. In base ai diversi fenomeni atmosferici si fa esperienza su come agire prevenendo, quando si può, le avversità del tempo.

Si allena la pazienza, perché non sempre le cose vanno come dovrebbero andare.

Si impara ad apprezzare un ritmo fatto di gesti quotidiani, come annaffiare, togliere le erbe infestanti e attendere.

Si impara a conoscere gli esseri viventi che abitano il terreno, perché la terra è vita.

Si impara ad osservare il cambiamento, la crescita e a conoscere se stessi.

Fare l’orto è come entrare in un luogo dove il tempo assume una dimensione altra, dove il silenzio è ascolto e osservazione.

Fare l’orto è creare un legame con la Terra e questa relazione ci fà sentire di appartenere a quel pezzo di terra, perché l’abbiamo fatto nostro, ma non nostro con il senso del possesso, ma un Nostro che porta con sé il senso di comunità, che ci riguarda, che riguarda tutti gli esseri viventi.

E voi, avete fatto esperienza dell’orto?

2 thoughts on “Si può creare un legame con la Terra?”

  1. Ogni tanto mio figlio , ora sedicenne, decide di fare l’orto. La terra non manca, solo che è parecchio faticoso, ha bisogno di cure, di acqua e negli ultimi anni l’acqua in Liguria scarseggia sempre di più… così mi sa che quest’anno rinuncerà. Io, nel mio piccolo, l’anno scorso avevo piantato alcuni cespi di insalata nei vasi intorno al prato fuori casa, comoda da raccogliere per una che ha fretta. Qualche foglia tenera era destinata alla nostra tartaruga. Chissà se riproverò?

    1. Grazie Guja per la tua preziosa testimonianza! Io ti invito a provare. La natura ci insegna a essere resilienti. Nell’articolo del mio blog “Siccità: come spiegarla ai bambini” puoi trovare consigli pratici su come affrontare la scarsità d’acqua in giardino e in orto. Offro consigli pratici per tutta la famiglia. Un abbraccio Mirtis

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