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Dove vanno a finire le foglie?

Una domanda che ha il fascino del mistero, come se qualcuno arrivasse di notte e di nascosto rubassero le foglie che gli alberi lasciano cadere a terra in autunno.

A questo proposito esiste un libro simpatico dal titolo Il ladro di foglie di Alice Hemming, edito da Emme Edizioni – consigliato a partire dai quattro anni – dove uno scoiattolo si chiede preoccupato chi possa aver rubato le sue preziose foglie.

Chissà forse qualcuno di voi l’ha già letto e potrà darmi la sua opinione sotto nello spazio dei commenti.

Io lo trovo mancante e ora vi spiego perché.

La percezione di questo fenomeno naturale, la caduta delle foglie dagli alberi, è errata.

È autunno e perciò cadono le foglie. Sbagliato!

L’albero avverte che le temperature stanno cambiando, si fanno più rigide giorno dopo giorno e quindi, come succede a molti animali, anche lui va in una sorta di letargo. Questo indica un cambiamento di stagione, si passa quindi dall’estate all’autunno.

La caduta delle foglie ci indica che c’è in atto un cambiamento e l’uomo ha definito questo cambiamento annuale con il termine autunno.

Cosa fa l’albero?

Risparmia le sue energie. La linfa non raggiunge più le foglie, le quali perdono la loro caratteristica colorazione verde per ricevere quella tipica autunnale, gialla, arancione, rossa fino a diventare marrone.

Il vento riesce ad agevolare la loro caduta quando le foglie sono tanto indebolite. A terra infatti si trovano foglie di ogni colore, non solo marrone come spiegato nel libro a chiusura della storia.

Ma… dove vanno a finire le foglie una volta cadute a terra?

No, non se le mangia la neve in inverno.

Allora chi porta via le foglie cadute?

Le neve, se arriva, le nasconde soltanto.

I veri protagonisti della sparizione delle foglie si trovano nel terreno.

Hanno diverse forme, colori e abitudini, ma tutti insieme compongono una vera e propria squadra in grado di sminuzzare i residui vegetali e trasformarli così in humus, di cui le radici dell’albero si nutre. Questo nutrimento porta nuova linfa ai suoi rami e ai suoi germogli. In questo modo l’albero, appena si desta dal suo stato dormiente, comincia a colorarsi di nuovo di foglie verdi.

Questi piccoli esseri viventi si chiamano collemboli, porcellini di terra, lombrichi, forbicine, lumache, funghi, batteri. Quelli nominati sono una piccolissima parte, perché i ricercatori ci dicono che sono un’infinità.

Se siete curiosi di conoscere meglio la vita del suolo e del sottosuolo, vi invito a seguire la rubrica del martedì sul mio profilo di Facebook e Instragram.

Alla prossima!

Mirtis

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