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Cosa fanno gli animali in inverno?

il gufo reale si copre di un morbido e folto piumaggio per affrontare il freddo invernale

A inizio ottobre vi parlavo dell’autunno come il mese dei preparativi.

Immagino che il cambio stagione dell’armadio sia stato fatto.

Lo avete fatto insieme alle vostre bimbe e bimbi?

Siete andati nel bosco a raccogliere foglie e castagne?

La mia famiglia ed io l’abbiamo fatto. In particolare abbiamo raccolto rami e foglie per realizzare la ghirlanda dell’autunno, un’usanza tipica tedesca e dell’area alpina, alla quale da alcuni anni non vogliamo rinunciare.

Se siete curiosi di saperne di più, nell’articolo “Herbstkranz” potete trovare tutte le informazioni.

Andando per il bosco avete notato forse del movimento.

Nei boschi del parco naturale dello Spessart abbiamo incontrato spesso durante l’autunno qualche scoiattolo e qualche piccolo roditore intento a raccogliere ghiande.

Anche loro sanno molto bene che devono prepararsi all’arrivo dell’inverno.

Ogni animale si adopera a suo modo a convivere con la stagione più fredda dell’anno.

Come fanno gli animali ad affrontare l’inverno?

A seconda delle proprie caratteristiche fisiche e attitudini gli animali hanno diversi modi per arrivare a primavera. In generale possiamo considerare tre categorie:

  • quelli che migrano,
  • quelli che si adattano alle temperature rigide,
  • quelli che vanno in letargo.

Di animali che si spostano in base alla stagionalità vi ho parlato il mese scorso nell’articolo Tempo di migrazione. Oggi vediamo insieme le altre due tipologie.

Chi si adatta alle temperature rigide?

Molti animali cambiano pelliccia o piumaggio per cercare di affrontare al meglio la stagione fredda. Non cambiano solo il colore – in alcuni casi si tratta di un vero e proprio mimetismo con l’ambiente circostante come difesa da potenziali nemici – ma infoltiscono anche il pelo. Pure gli uccelli, quali i rapaci per esempio, fanno la stessa cosa.

Cervi, lupi, volpi, linci, lepri, galli cedroni, barbagianni sono alcuni degli animali che per arrivare indenni a primavera si coprono di un manto nuovo. Un po’ quello che facciamo noi, mettendoci ogni volta che usciamo una giacca pesante, guanti e berretto.

Chi va in letargo?

Sono tanti gli animali che durante l’inverno invece vanno a dormire. Ma è proprio così?

Vediamo insieme che origini ha il termine “letargo”.

Deriva dal greco e si compone di due parole. La prima lethe significa oblio, dimenticanza; mentre la seconda argos inerte, lento.

Questi animali scelgono la tattica di un lungo sonno che permette loro di risparmiare energie mantenendo le funzioni vitali sospese o rallentate.

Esistono due tipi di letargo, quello parziale e quello totale.

Nel primo caso gli animali dormono alternando questo stato con uno di veglia per accudire i cuccioli, partorire o più semplicemente mangiare quello che hanno raccolto durante l’autunno. Un esempio è lo scoiattolo, il quale in caso di fame esce e va alla ricerca delle ghiande che ha nascosto sotto terra. Alle volte però è smemorato e non ricorda dove le ha nascoste.

Nel secondo caso invece gli animali si addormentano da metà novembre circa fino a inizio primavera. L’animale simbolo del letargo è senza dubbio il ghiro, che in tedesco si dice Siebenschläfer e il termine rende bene il senso perché tradotto letteralmente significa colui che dorme sette mesi.

Per riuscire a dormire così a lungo senza bisogno di nutrirsi mangiano molto durante il periodo estivo e autunnale e cercano e costruiscono una tana con materiale isolante per non sentire il freddo.

Purtroppo il cambiamento climatico rende difficile per questi animali comprendere quando è giunto davvero il momento di prepararsi per questa fase. Se si attardano, rischiano di non riuscire a superare l’inverno.

Sempre più spesso infatti la stagione fredda arriva all’improvviso dopo lunghe giornate miti e calde che nulla hanno lasciato presagire dell’arrivo del freddo. Oppure un inverno mite induce questi animali a svegliarsi prima del previsto per poi ritrovarsi a inizio primavera a vivere giornate troppo gelide.

Però… per fortuna c’è sempre un però!

Se riusciamo a comprendere questi meccanismi, possiamo assumere dei comportamenti atti a mitigare il cambiamento climatico in corso.

Essere eroine ed eroi per il pianeta si può.

Spero che sia stato interessante scoprire insieme a me i diversi comportamenti degli animali che assumono durante l’inverno.

Se avete osservazioni, richieste o suggerimenti, vi invito a scriverli nei commenti. Sarò felice di leggerli e rispondervi.

Alla prossima.

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