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CORAGGIO, COSA SIGNIFICA?

Ogni storia ha la sua avventura. A volte più di una.

Nel post Come nascono le mie storie ti ho svelato che il romanzo Le cicogne di Tauchwald prende forma da una domanda.

Quale?

Era autunno inoltrato e nel cielo risuonava il richiamo delle cicogne pronte a migrare in zone più
calde. Incantata dalla bellezza di quell’adunata mi chiesi: “Come faranno a raggiungere indenni la
colonia estiva?”. Rimasi affascinata dall’idea di coraggio dietro a quel volo duro, lungo e difficile.

Di coraggio parlo infatti in questa avventura.

Ma cosa vuol dire coraggio?

Ecco la seconda domanda in cui mi sono imbattuta.

Partiamo dalla definizione.

Coraggio: 1. qualità dell’animo che permette di affrontare pericoli e difficoltà, ardimento, audacia, sangue freddo, valore…. 2. modo di agire impudente, arroganza, insolenza, sfacciataggine” (Dizionario Treccani)

Due definizioni opposte l’una all’altra. Differiscono per prospettiva e modo.

Un’azione può essere considerata da alcuni audace, da altri oltraggiosa.

Chi esprime coraggio, lo fa perché qualcosa di forte lo muove e il modo in cui lo esprime fa la differenza.

Io credo che il coraggio non sia la dimostrazione della forza bruta, che non sia sinonimo di prevaricazione. Credo piuttosto che il coraggio sia lo svelamento delle nostre paure. Ecco perché richiede una grande capacità di discernimento.

Il problema non è non avere paura – tutti ne abbiamo – ma affrontare le proprie paure. Di essere derisi, di non essere abbastanza, di non essere accolti per ciò che siamo veramente, di seguire le nostre passioni, di volerci bene così come siamo.

Ecco perché prendere una decisione è difficile. Comporta il rischio di essere esclusi, di non essere più accolti, di non sentirsi più parte di qualcosa.

Proviamo a chiederci: è giusto trasgredire alle regole? E’ coraggioso farlo? Se sì, perché lo è? O al contrario, perché non lo è?

A Tauchwald esistono regole da seguire e ruoli da mantenere e da rispettare che non sono mai stati messi in discussione. Perché così è, dice il Maestro Trotto.

La risposta in realtà non è semplice, tanto meno immediata. Lo sanno bene Florian, Manfri, Melanie e Salli, i protagonisti di questa avventura, che per motivi diversi si trovano a porsi queste domande e a dover scegliere.

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