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SANKT MARTINSTAG

Le lanterne di San Martino

Il giorno di San Martino cade l’11 novembre.

In Germania è un giorno di festa per piccoli e grandi. Più che giorno sarebbe giusto dire una sera di festa, perché tutto inizia all’imbrunire, quando le prime ombre della notte oscurano la luce del giorno. Le bambine e i bambini delle scuole materne sono i maggiori protagonisti di questo particolare rito. Ma andiamo con ordine.

Chi è Sankt Martin?

La storia fa risalire la nascita di Sankt Martin intorno all’anno 316 dopo Cristo nella regione della Pannonia, oggi territorio appartenente all’Ungheria, all’epoca provincia romana. Figlio di un ufficiale romano, crebbe in Italia dove divenne soldato dello stesso esercito.

San Martino

La leggenda narra che in una notte fredda e buia al grido di aiuto di un mendicante Martino si fosse fermato per donargli il suo mantello. Quella stessa notte gli apparve in sogno Gesù e da allora decise di dedicarsi alla vita religiosa. Divenne Vescovo di Tours nell’anno 372 dopo Cristo. La chiesa romana lo nominò santo e l’11 novembre è il giorno a lui dedicato. La chiesa protestante lo festeggia, ma si rifà alla figura di Martin Luther (nato il 10 novembre 1483).

Perché proprio l’11 novembre?

E’ interessante constatare che anche questa festività religiosa, come quella di Ognissanti, fonda le sue radici in un rito pagano. Un tempo le tribù germaniche accendevano un fuoco, oggi chiamato “Sankt Martinsfeuer” – il fuoco di San Martino – con l’intento di bruciare l’estate e con essa le divinità responsabili della crescita degli animali e delle piante.

Fuoco di San Martino

Erano convinti infatti che solo in questo modo queste divinità creatrici riuscissero a raccogliere sufficiente energia per contrastare il buio invernale, da sempre simbolo di forze avverse e negative, e risvegliarsi a primavera con rinnovato vigore.

Come ogni rito, anche questo segue il ritmo della stagioni e il mondo contadino, in particolare, lo conosceva molto bene. Questo giorno era il giorno della “decima”: con parte del raccolto il contadino pagava i suoi debiti e con la vendita dei prodotti i suoi collaboratori. Una volta saldato i debiti si faceva festa.

In Germania veniva ammazzata l’oca. Ancora oggi il menù di “Sankt Martinstag” prevede oca ripiena di castagne e prugne cotta al forno e accompagnata da “Rotkohl e Klößen”- cavolo rosso e canederli di patate. Nessuno poteva permettersi di sfamare gli animali d’inverno, quindi venivano uccisi. In Italia per esempio a Novembre si ammazzava il maiale, di cui non si buttava via nulla.

Da questa tradizione derivano gli insaccati di carne. Ma veniamo alla parte più affascinante per le nostre bambine e i nostri bambini: “Laternenumzug” – la processione delle lanterne.

Laternenumzug”

Nelle scuole materne, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, i più piccoli insieme alle loro maestre cominciano a confezionare le lanterne di “Sankt Martin” e non solo. Imparano diverse canzoni da cantare in processione. Ogni bambina e bambino può decidere in autonomia forma e colore. Le lanterne assumono i colori dell’autunno e spaziano quindi dal giallo, all’arancione al rosso. A casa poi ognuno intona le canzoni e per molti giorni fino al 11 novembre queste ultime scandiscono come una colonna sonora l’attesa di “Sankt Martin”.

Lanterne di San Martino

All’imbrunire (17.00 / 17.30) ci si raduna nel piazzale della scuola, dove vengono distribuite le lanterne e vengono accese una alla volta. L’atmosfera è molto suggestiva, perché il crepuscolo lascia intravedere ancora qualche ombra nella luce che diventa sempre più fioca fino a cedere il passo al buio totale e in quel preciso momento le lanterne di San Martino risplendono.

Avete mai fatto caso a come gli occhi delle bambine e dei bambini luccicano di fronte a una piccola fiammella come quella di una lanterna? Per loro quella luce è magia, perché illumina il buio, una fra le cose più paurose di cui un piccolo essere umano fa esperienza, e loro sono lì con la loro lanterna ad affrontarlo.

La processione si fa a prescindere dalla situazione meteorologica – credo che solo l’epidemia di COVID abbia avuto la meglio sulla manifestazione.

Di solito i bambini sono ben equipaggiati: “Gummistiefel” – stivaletti della pioggia, pantaloni e giacca della pioggia, al contrario di noi adulti. Vi assicuro infatti che un ombrello non basta, se non volete ritrovarvi inzuppati da cima in fondo, come è successo a me. Una volta accese le lanterne la processione a inizio e un coro di piccole voci riempie il silenzio che il buio porta con sé.

La processione è lunga poco meno di 1 km e si snoda lungo i vicoli fino a rientrare al punto di partenza. Ecco il ritornello di una delle canzoni, che secondo me caratterizza di più l’esperienza che le bambine e i bambini vivono:

“Ich geh’ mit meiner Laterne und meine Laterne mit mir. Da oben leuchten die Sterne, hier unten leuchten wir”

Io vado con la mia lanterna e la mia lanterna con me. La sopra luccicano le stelle, qui sotto luccichiamo noi.

E non è tutto. Finita la processione ognuno riceve un “Martinszweck”, un omino fatto di pasta lievita con due acini di uva sultanina a formare gli occhi. Di solito si mangia davanti al fuoco di San Martino prima che tutti riprendano la strada di casa, dove li attende l’oca ripiena.

Curiosità

Questo rito si trova non solo in Germania, ma anche in tutte le aree di lingua tedesca. L’ 11 novembre è considerata la data di inizio del carnevale. L’ 11 infatti non solo del giorno, ma anche del mese, è considerato un numero sciocco. Scopriremo insieme il perché nel corso delle festività di cui vi parlerò.

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